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Nuova mostra a Palazzo Albergati (Bologna): “Duchamp, Magritte, Dalí. I rivoluzionari del ‘900

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Nuova mostra a Palazzo Albergati (Bologna): “Duchamp, Magritte, Dalí. I rivoluzionari del ‘900

Dal 16 ottobre 2017 all’11 febbraio 2018, nella splendida cornice di Palazzo Albergati, a Bologna, potremo ammirare una serie di capolavori provenienti dall’Israel Museum di Gerusalemme, opere create da quelli che il Gruppo Arthemisia, organizzatore della mostra, definisce come i “rivoluzionari del ‘900”, ovvero artisti irriverenti del calibro di Duchamp, Magritte e Dalí.

Troveremo opere di pittori e fotografi del gruppo “dada”: questa parola, che individua una precisa corrente artistica appartenente proprio alle avanguardie primo-novecentesche di cui stiamo parlando, è stata presa a caso dal dizionario, mostrando così lo spirito impertinente tipico del gruppo. Siamo a Zurigo nel 1916. Hugo Ball, scrittore, poeta e regista teatrale, fonda in quella città il Cabaret Voltaire, luogo di ritrovo di artisti e scrittori tra i più innovativi dell’epoca.

Le loro opere sono principalmente una protesta contro la razionalità, la logica, la morale: se le vecchie concezioni hanno portato l’umanità al baratro della Prima Guerra Mondiale, le avanguardie rifiutano in blocco i precedenti schemi di pensiero e pretendono di disintegrare tutto ciò che li ha preceduti dal punto di vista artistico.

Tra i fondatori del gruppo dada troviamo Tristan Tzara, Picabia, Hans Arp, solo per citarne alcuni. Naturalmente, tra essi, c’è anche Marcel Duchamp, l’inventore del “ready-made”, ovvero l’oggetto “già fatto”, però trasfigurato rispetto al suo uso comune, decontestualizzato e in questo modo reso un’opera artistica. Quella di Duchamp è un’arte concettuale, anti-retinica, che non dà piacere alla vista, ma si basa sulle idee.

Poco dopo si svilupperà un’altra celeberrima avanguardia: il surrealismo, movimento capeggiato da André Breton. Ma non c’è una netta differenziazione tra la fine di uno e la nascita dell’altro movimento; ci sono, invece, sovrapposizioni e contaminazioni. Il surrealismo si basa sull’ “automatismo psichico”: l’artista deve esprimersi in modo automatico, senza ostacoli né mediazioni. Grande è l’influenza di Freud e dei suoi scritti, in particolare dell’Interpretazione del sogni (1900). Il termine “surrealista” è usato per la prima volta dal poeta Guillaume Apollinaire, che, a proposito del suo dramma Le mammelle di Tiresia, scrive “è un dramma surrealista”, cioè che va “al di là del realismo”, un’opera divertente e insolente, che gioca sull’ambiguità dei sessi.

Se volete immergervi nel colorato e caotico mondo delle avanguardie, una visita alla mostra di Palazzo Albergati è d’obbligo!

(Cinzia Dezi)

Per maggiori info:

http://www.palazzoalbergati.com/duchamp-magritte-dali/

 

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