“Gothica Bononiensia”: scoperta nell’archivio di San Petronio un’antica “bibbia ariana” del VI secolo.

Un antico testo ariano del V-VI secolo è stato rinvenuto nell’archivio storico della Basilica di San Petronio, a Bologna. Come mai solo oggi è giunto fino a noi? Era stato occultato in due modi: prima da un frammento del De civitate Dei di S. Agostino, datato intorno alla fine del VII secolo – forse in un qualche monastero del nord Italia si era voluto cancellare quel documento ariano, vergato magari a Ravenna, che fu capitale del Regno degli Ostrogoti tra il 493 e il 553 – e poi un’ulteriore sopra-scrittura fu fatta anche dalla cuoca della famiglia Foscarari, che aveva sfruttato la pergamena come rilegatura della “vacchetta”, cioè del libro dei conti della nobile famiglia bolognese, all’incirca nel 1635. Per secoli, il foglio, con tutte le sue stratificazioni, ha viaggiato per monasteri e biblioteche, racchiudendo insieme paganesimo e cristianesimo, finché una serva non ha deciso di farne altro uso. Se oggi il gesto della cuoca ci scandalizza, in realtà è proprio per suo tramite che oggi è arrivato fino a noi quello che è stato ribattezzato “Gothica Bononiensia”. Le ricercatrici dell’Alma Mater, studiose di Paleontologia della scrittura, Annafelicia Zuffrano e Maddalena Modesti stanno ora lavorando a una miglior codificazione del testo.

Se volete saperne di più:

Giovedì 26 maggio 2016 alle ore 16.00, presso la Sala della Musica, in vicolo Colombina 9 (angolo via de’ Pignattari) a Bologna, potrete ascoltare la storia del frammento goto-latino del De civitate Dei di S. Agostino e della sottostante “bibbia ariana” del VI secolo.

(La notizia è tratta da un articolo scritto da Luca Sancini, su la Repubblica del 24 maggio 2016).

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