Notte al Museo. Un esperimento ben riuscito alla Pinacoteca di Bologna. Riflessioni.

Il 28 Dicembre 2013 su iniziativa del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo tutti luoghi d’arte statali sono stati aperti gratuitamente per l’intera giornata. Questa iniziativa si è sposata ad un’altra, quella della Notte al Museo, che prevede l’apertura serale dalle 20:00 alle 24:00 dei luoghi d’eccellenza della cultura tra musei e aree archeologiche statali.

Quindi, ricapitolando, potevi andare al museo di sera senza pagare.  Quella che segue è stata la mia esperienza di ieri 28 Dicembre alla Pinacoteca di Bologna. 

Arriviamo (io e il mio compare) verso le nove e  una folla di persone di tutte le età, genere, forma e dimensione ci sorprende all’ingresso. Mi sovviene il dubbio che ci sarà un qualche prosecco omaggio, di cui non avevo letto notizia. 

Facendomi strada tra un San Giorgio e il Drago, Simone e i suoi crocefissi, qualche signora impellicciata e bambini in monopattino (true story) giungiamo in aula didattica dove è prevista una conferenza del direttore della Pinacoteca Franco Faranda sulle Armonie musicali nei presepi della Pinacoteca Nazionale. E qui una nuova sorpresa: una moltitudine di persone, sedute, in piedi sdraiate, a cavallo della balaustra aspetta rumorosamente l’inizio della conferenza. 

E lì il colpo di genio. Un esperimento bellissimo e sofisticato.

Dopo una breve e godevole introduzione, vengono presentati i musicisti e le voci narranti che ci accompagneranno nella visita guidata sui presepi raffigurati in alcune opere della Pinacoteca.  Il tentativo è quello di dare voce e canto a quella sera in cui nacque un bambinetto di nome Gesù. Una festa popolare, dove le persone comuni come i pastori vengono distratti dai loro doveri perchè qualcosa di incredibile è appena successo. Allora bisogna cantare e ballare insieme agli angeli.

Conclusa la prima parte del concerto, la massa si muove scomposta verso la sala 8, dove sono conservati gli affreschi di Mezzaratta. La chiesa di Mezzaratta è una chiesetta di campagna  sul colle dell’Osservanza, vicino a Bologna. I musicisti e il direttore ci raggiungono dopo alcuni minuti. Sempre con accompagnamento musicale, ci viene descritto l’affresco di Vitale da Bologna (indicativamente datato al 1340), che raffigura la scena della natività. Opera a lungo ignorata dai critici, viene rivalutata verso il 1950. Si tratta di un’opera primitiva, di semplice esecuzione ma di grandissimo impatto emotivo. Di un’umanità struggente è Giuseppe che prepara il bagnetto per Gesù e Maria che con una mano controlla la temperatura dell’acqua e con l’altra tiene in braccio suo figlio. Non vuole essere solo icona, ma anche mamma.  Frotte di angioletti che fanno tante cose animano la scena: parlano, indicano, cantano e ovviamente volano. E allora io immagino due scene.

Prima scena:

Contadini ammassati nella chiesetta di Mezzaratta, infreddoliti la notte di Natale a sentir messa. Cantano le laude che stiamo ascoltando questa sera e i visi degli angeli sono oramai familiari, li vedono ogni Domenica. La Madonna che fa la mamma è come la loro, di madre e si commuovono. E’ una festa.

Seconda scena:

Siamo a Betlemme. Una donna partorisce ed è un maschio. Sano, forte, un bel bambino. Deve prendersi cura di lui. Chiama il suo compagno per farsi aiutare. La gente del popolo arriva a vedere questo nuovo nato ed è subito una festa. Perchè la gente avverte che questo bambino è speciale. Allora che si canti fino al mattino tutti in compagnia.

La visita prosegue nelle altre sale, ma sarà stata la commozione, la troppa gente decido di non andare. Perchè me la voglio guardare in santa pace, questa natività. Che adesso è anche un po’ mia.

Della Pinacoteca di Bologna si dice sia fuori mano e in un brutto quartiere di Bologna. Dieci minuti da Piazza Maggiore, in un quartiere pittoresco, dico io. Il biglietto d’ingresso costa 4 euro.

La mia opinione sulla serata è assolutamente positiva, ma mi dà di che pensare. Amici bolognesi ci potete venire quando volete. Vitale, Giotto, Raffaello, Guido vi aspettano. Non fatemi pensare che sono quei 4 euro che vi frenano. Allora forse sono gli orari d’apertura. Forse c’era bisogno di questo evento notturno. Allora se davvero è così, ben vengano queste notti al museo.