La libreria Zanichelli di Bologna: brevissima storia di un’impresa libraria ed editoriale.

La libreria Coop-Zanichelli di Bologna, che si affaccia sotto il portico del Pavaglione, quasi di fronte alla statua di Luigi Galvani, è stata, nel secolo scorso, un vero e proprio cenacolo di intellettuali. La sua storia prestigiosa fa sì che sia, ancora oggi, una delle librerie più in vista della città. Vale la pena spendere qualche parola su questo luogo culturale importante per il capoluogo felsineo. Noi ci soffermeremo in particolare sulle figure di Nicola Zanichelli e di suo figlio Cesare.

Nicola Zanichelli (1819-1894), modenese di origine, veniva da una famiglia umile. A quattordici anni viene impiegato come apprendista legatore; in questo modo entra in contatto con i libri più letti del momento. Dal 1843 è libraio in una zona strategica di Modena: il Portico del Collegio, dove vengono educate le classi più abbienti della città. La sua libreria è un cenacolo di intellettuali, vicini alle idee risorgimentali. Intorno al 1848, nell’anno cruciale della Primavera dei Popoli, diventa editore. Nel 1866 si spinge fino a Bologna e acquista la libreria Marsigli e Rocchi. Nel 1864 pubblica la prima edizione italiana dell’Origine della specie di Darwin, tradotta da due studiosi dell’Università di Modena, Canestrini e Salimbeni.

La libreria che oggi vediamo sotto il Portico del Pavaglione a Bologna è aperta ininterrottamente dal 1866. Fin da allora, è stata un coltissimo cenacolo di intellettuali, animato da Cesare Zanichelli (1851-1917), figlio di Nicola, Giosue Carducci (Premio Nobel per la Letteratura nel 1906) e dai suoi allievi (tra cui Olindo Guerrini). Anche Pascoli farà fare affari notevolissimi a Zanichelli, con la pubblicazione dei Canti di Castelvecchio (1903) che ebbero un notevole successo.

Cesare Zanichelli traghettò la casa editrice nel moderno sistema editoriale: fu l’editore di letterati e scienziati.

Nel 1906 l’azienda si trasforma in una Società per Azioni, di cui Cesare Zanichelli sarà vicepresidente fino al 1917. Federigo Enriques ne è stato un influentissimo consigliere: insegnava geometria e ha fondato la SFI (Società Filosofica Italiana) nel 1905. Insieme a Ugo Amaldi, ha scritto gli Elementi di geometria (1903) ad uso delle scuole secondarie superiori, testo che avrà un grande successo nell’ambito dell’editoria scolastica.

Ancora oggi, la libreria, ora diventata Coop Zanichelli, mantiene l’aurea di cenacolo intellettuale. Se vi siete incuriositi, passate da Bologna e non dimenticate di farci un giro dentro!

[Per le preziose notizie, si ringrazia il prof. Paolo Tinti e il suo corso di Storia del Libro, svoltosi nell’ambito del Master in Editoria cartacea e digitale dell’Università di Bologna].

(Cinzia Dezi)

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